Cos’è un defibrillatore automatico impiantabile?
Talvolta patologie cardiache estremamente gravi come la cardiopatia post-infarto, lo scompenso cardiaco con severa riduzione della frazione d’eiezione (inferiore al 35%), le cardiopatie come la cardiopatia dilatativa, la cardiopatia ipertrofica e la displasia aritmogena del ventricolo destro, le miocarditi o le malattie genetiche come la Sindrome del Qt lungo e la Sindrome di Brugada possono causare aritmie ventricolari maligne in grado di produrre un arresto cardiaco. Al fine di prevenire l’arresto cardiaco l’unica soluzione efficace è rappresentata dall’impianto di un defibrillatore. Il defibrillatore è un piccolo dispositivo a batteria impiantato all’altezza del pettorale, collegato a uno o più elettrocateteri che, per via venosa, vengono inseriti all’interno del cuore.
Com’è fatto un defibrillatore impiantabile?
I dispositivi pesano meno di 95 grammi per uno spessore di un centimetro. La cassa è in titanio e, al suo interno, è contenuta una batteria agli ioni di litio (della durata di circa 8-10 anni). Gli elettrocateteri sono rivestiti da silicone anallergico. Il catetere ventricolare è il mezzo attraverso cui il defibrillatore è in grado di erogare lo shock, cioè la scarica in grado di interrompere l’aritmia.


Come funziona un defibrillatore impiantabile?
Il defibrillatore ascolta il vostro battito cardiaco ed eroga impulsi elettrici solo in caso di necessità.
Il primo compito del defibrillatore è dunque quello di trasmettervi la tranquillizzante certezza che il vostro cuore non batta né troppo velocemente, né troppo lentamente. Non avrete bisogno di riguardarvi eccessivamente e potrete sviluppare nuovamente le vostre forze grazie a una vita attiva.
Il defibrillatore è in grado di rilevare anche irregolarità, accelerazioni e rallentamenti minimi del vostro ritmo cardiaco e di reagire trasmettendo impulsi elettrici deboli, generalmente impercettibili e tuttavia sufficienti ad evitare aritmie peggiori.
Il compito più importante, ma fortunatamente più raro del defibrillatore consiste nel riconoscere precocemente una tachicardia ventricolare o una fibrillazione ventricolare potenzialmente fatali e di terminarli erogando forti impulsi elettrici.

Come avviene l’impianto di un defibrillatore?
L'operazione viene generalmente effettuata in anestesia locale; solo in casi rari si preferisce ancora un'anestesia totale. L'elettrocatetere viene introdotto attraverso una vena nel ventricolo destro e collegato al defibrillatore sull'altra estremità. In breve tempo il catetere si fisserà sulla parete del ventricolo, senza compromettere il funzionamento del cuore. Poiché i vasi sanguigni e la parete cardiaca interna sono insensibili al dolore, la presenza dell'elettrocatetere non viene percepita. L'intervento dura in media solo poco più di un'ora
Quali sono le Indicazioni all’impianto di una defibrillatore?
-) Un episodio di fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare emodinamicamente significative, non dovute a condizioni reversibili o transitorie
-) Tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare inducibile durante studio elettrofisiologico
-) Cardiomiopatia idiopatica o ischemica
-) Frazione d'eiezione ventricolare sinistra < 35% e rischio elevato di tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare
-) Malattie cardiache genetiche aritmiche.
Come ci si deve comportare dopo la dimissione dall’ospedale?
Al momento della dimissione dall’ospedale il paziente è tenuto ad effettuare un periodo di riposo di circa 7 giorni successivamente ai quali può riprendere le sue normali attività quotidiane. I punti sono generalmente riassorbibili e non devono essere rimossi. Per 5/7 giorni dopo l’impianto si raccomanda l’utilizzo di terapia antibiotica per evitare che la ferita si infetti. Si raccomanda inoltre di non effettuare movimenti particolari con il braccio interessato dall’intervento per i primi 3 mesi (nuotare, effettuare circonduzioni, sollevare pesi al disopra delle spalle ecc). Dopo i primi 7 giorni dall’impianto è possibile guidare, effettuare attività fisica leggera ed attività sessuale. All’uscita dall'ospedale vi viene fornita una scheda identificativa del paziente. Questo documento contiene informazioni importanti per il medico curante e per il personale sanitario. Sulla scheda vengono riportate le successive visite di follow-up, che generalmente avvengono ogni 6/12 mesi, e alcuni dati del vostro ICD che è importante conservare.

